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Attualità | martedì 18 luglio 2017, 15:55

Il gioco e il suo futuro, nonostante i divieti, le categorie corrono ai ripari

E' di grande attualità, la questione sul gioco d'azzardo e sulle normative italiane che dovrebbero regolamentarla. E' palese l'intenzione da parte del Governo di ridurre l'induzione al gioco online, ai casinò in rete e alle slot machine. Regole, che se approvate andrebbero a penalizzare i piccoli commercianti, con restrizioni sul gioco all'interno dei locali, senza però nessuna drastica presa di posizione verso il fenomeno del gioco d'azzardo nazionale inteso come trend da contrastare.  

A rimetterci saranno così i piccoli esercenti, quelli che con le macchinette riescono ad arrivare a fine mese. Le Regioni metteranno in campo sgravi fiscali e incentivi per coloro che rifiuteranno le slot all'interno dei propri locali. Sul piede di guerra sono scese le associazioni di categoria, che reputano azzardate queste strategie di repressione, anzichè arginare il problema alla fonte, utilizzando campagne di sensibilizzazione, pubblicità progresso e quant'altro possa servire ad educare e non reprimere.  

Il gioco, secondo le associazioni che difendono i commercianti, può essere ludico e sano come coloro che usano piattaforme on line e hanno scoperto i giochi Netbet .

In questi casi , il giocatore sceglie volontariamente di trascorre qualche minuto di leggerezza e divertimento. Persone , consapevoli e responsabili che conoscono i limiti del gioco e hanno coscienza delle difficoltà che potrebbero incontrare se dovessero diventare  dipendenti.   Recenti studi hanno confermato come la dipendenza dal gioco d’azzardo sia generata dalla necessità imperante di giocare e a percepire sofferenza se costretto ad astenersi dal gioco. Altri fattori come problemi sociali, economici e di relazione inducono alla dipendenza dal gioco.

D’altronde, sa da una parte migliaia di persone possono diventare casi patologici, dall’altra milioni di persone riescono a gestire il gioco, trascorrendo dei momenti di relax e passatempo.  Finalmente, gli enti preposti stanno arginando la questione , con l’approvazione di documenti che prevedono interventi trasversali volti a fornire una risposta etico-culturale al fenomeno, favorendo la responsabilizzazione delle categorie che hanno maggiore possibilità di intercettare i potenziali giocatori patologici.

 

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