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Attualità | lunedì 14 maggio 2018, 09:37

Giochi, Piemonte: la legge sul Gap non tutela i giocatori e penalizza l’occupazione nel settore

Polemiche aspre sull’approvazione della legge per il contrasto del gioco d’azzardo in Piemonte. La dura reprimenda del presidente Sapar Raffaele Curcio

Giochi, Piemonte: la legge sul Gap non tutela i giocatori e penalizza l’occupazione nel settore

Le dichiarazioni della consigliera regionale piemontese Claudia Porchietto dimostrano che la politica sta cominciando ad aprire gli occhi, osservando l’inutilità, anzi, la pericolosità del proibizionismo nei confronti degli apparecchi per il gioco lecito. La Sapar continuerà con ogni mezzo a sensibilizzare amministrazioni e opinione pubblica sul danno che distanziometri e limitazioni orarie stanno arrecando non solo alle aziende di gestione ma anche al giocatore potenzialmente patologico”. È così che il presidente di Sapar, Raffaele Curcio, ha commentato le dichiarazioni del consigliere piemontese di Forza Italia, Claudia Porchietto, che ha criticato la legge piemontese sul Gap per gli effetti sull'occupazione nel settore.

Dopo quasi 7 mesi dall’entrata in vigore della legge regionale n. 9/2016 in materia di gioco, abbiamo avuto come unici risultati l’aumento della disoccupazione, la chiusura di numerose aziende e la ricomparsa sul territorio di apparecchi illeciti. Nessuna tutela per il giocatore patologico quindi, anzi, lo si sta spingendo verso territori incontrollabili e difficili da gestire, come l’online e l’illegale. Mi auguro che alle dichiarazioni della consigliera facciano eco anche quelle di altri esponenti della nostra amministrazione nazionale”, ha continuato Curcio.
 
Il consigliere regionale Porchietto, facendo riferimento alla crescita ed ai pericoli del gioco online evidenziata da recenti studi, come quello del “Libro Bianco Media e Minori” dell’Agcom e quello di “Slots Gratis Online”, attraverso un post su Facebook, ha ammesso che la  legge mette in ginocchio il settore delle slot da bar senza sconfiggere la ludopatia, invitando a indirizzarsi su azioni concrete che possano portare a risultati per la tutela della salute senza ricorrere ad interventi proibizionisti.

“In Piemonte abbiamo voluto a tutti i costi correre dietro alla demagogia, abbiamo votato una legge contro la ludopatia, mettendo in ginocchio un settore, quello delle macchinette legali nei bar, ma non abbiamo sconfitto la malattia, anzi abbiamo spinto le persone a guardare al mondo dell’illegalità o a varcare i confini regionali. Dobbiamo prendere atto dell’errore di valutazione fatto e cercare di ricomporre una frattura, studiando come aiutare le migliaia di persone che soffrono di questa patologia, ma lo Stato deve fare la sua parte, perché non serve vietare sul territorio se poi online trovi di tutto e soprattutto vedi la sera in tv o durante il giorno senti alla radio la pubblicità del gioco on line. Non possiamo usare due pesi e due misure”, ha concluso Curcio.

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