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Politica | venerdì 26 ottobre 2018, 11:25

Economia circolare: intervista all'Europarlamentare Renata Briano sull'individuazione di un nuovo modello di crescita sostenibile

“il modello lineare di crescita economica seguito nel passato non è più adatto alle attuali esigenze e sfide ambientali”

Economia circolare: intervista all'Europarlamentare Renata Briano sull'individuazione di un nuovo modello di crescita sostenibile

In Europa ogni anno si producono 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti, che equivalgono a cinque tonnellate per ciascun cittadino. Uno spreco enorme che ha fatto sì che sulla Terra si sia arrivati ad utilizzare più risorse di quante il pianeta stesso sia in grado di generare. Per questo l'Unione europea ha messo in campo un nuovo pacchetto normativo sull'economia circolare, misure per individuare un nuovo modello di crescita sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico. Dare un valore il più lungo possibile ai prodotti e ai materiali riutilizzandoli e minimizzando al tempo stesso la produzione di rifiuti.

L'europarlamentare Renata Briano nella sua attività ha posto, e continua a porre, particolare attenzione al tema dell'economia circolare perché “il modello lineare di crescita economica seguito nel passato – come ci ha spiegato - non è più adatto alle attuali esigenze e sfide ambientali”.

 

Onorevole Briano, facciamo un passo indietro per capire come mai al Parlamento europeo siete arrivati a mettere in campo un pacchetto normativo sull'economia circolare. Qual è oggi la situazione e quali sono le preoccupazioni maggiori che hanno reso necessario individuare un cambio di rotta nelle nostre prospettive di crescita?

Ogni anno ormai utilizziamo più risorse di quante la Terra sia in grado di generare. Molte risorse naturali non sono illimitate e dobbiamo convincerci di iniziare a utilizzarle in modo sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico. Oggi l'Europa dipende come approvvigionamento di materie prime dal resto del mondo quindi dobbiamo lavorare su un concetto nuovo di economia, che sia circolare, con materie che vengono prodotte, usate e poi riutilizzate, riducendo il rifiuto finale e arrivando ad una nuova prospettiva”.

Quale prospettiva intende con l'economia circolare in un'ottica di crescita?

In primo luogo penso all'ambiente. Un'economia circolare ridurrebbe in maniera significativa le emissioni di gas a effetto serra, andando a contrastare i cambiamenti climatici che stiamo vivendo. Il riutilizzo su larga scala di materiali grezzi potrebbe aiutare a ridurre il dissesto del paesaggio e degli habitat, così come ridurre i rifiuti marini contribuirebbe a limitare la perdita di biodiversità”.

E dal punto di vista economico?

Per l'Unione europea l'economia circolare ha grandi vantaggi economici. il valore dei prodotti e dei materiali si mantiene il più a lungo possibile, minimizzando la produzione dei rifiuti e lo sfruttamento delle risorse. Inoltre con una migliore efficienza delle risorse un modello di economia circolare – secondo un rapporto del 2015 della Ellen MacArthur Foundation del 2015 – si stima che potrebbe ridurre la spesa netta per le risorse nell'UE di 600 miliardi di euro l'anno entro il 2030. Significa benefici totali stimati in 1.800 miliardi di euro l'anno una volta contabilizzati gli effetti moltiplicatori. Ma non finisce qui...”

Cosa intende?

L'economia circolare significa innovazione. Pensiamo ai grandi rinnovamenti che potrebbero essere innescati in molti settori dell'economia grazie alla necessità di riprogettare materiali e prodotti ad uso circolare. Per dare qualche numero si stima che la transizione verso un'economia circolare comporterebbe un aumento del Pil da 1 a 7 punti percentuali entro il 2030 a seconda che il prezzo più alto di cambiamento tecnologico venga preso in considerazione o meno. Questo significa un forte impatto sull'occupazione, soprattutto per i giovani”.

Redazione

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