Dicembre 7, 2021

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L’Italia approva il vaccino di richiamo del governo dopo 5 mesi

Il vaccino di richiamo Covit-19 è “importante”, afferma il ministro della Salute italiano.

Seguendo gli ultimi consigli dell’AIFA, l’autorità medica del Paese, l’Italia lancerà il richiamo del vaccino contro il Covid-19 cinque mesi dopo aver completato il primo ciclo vaccinale.

Lo ha annunciato lunedì sera su Twitter il ministro della Salute Roberto Speranza, definendo la dose di richiamo Covit “importante per proteggere meglio noi stessi e chi ci circonda”.

Il ministero della Salute ha emesso una circolare in mobilità, in vigore da mercoledì, in cui si afferma che “il richiamo può essere somministrato per cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo di vaccinazione primaria, indipendentemente dal vaccino utilizzato in precedenza. “

Il governo è anche pronto a “valutare” le proposte avanzate dai leader regionali che chiedono meno restrizioni su coloro che sono stati vaccinati o che si sono ripresi dalla malattia del governo.

La notizia è arrivata lunedì sera a seguito di un incontro cui hanno partecipato Speranza, il ministro degli Affari regionali Maria Stella Gelmini e il vicesegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Carofoli.

Capo Super Verde

I governatori regionali d’Italia, fanno pressione su un’.Capo Super VerdePartecipato all’incontro tramite collegamento video, con misure rigorose per chi non è stato vaccinato.

Erik Lavàz, responsabile della Regione Nord Valle d’Aosta, ha sottolineato la necessità di “tutelare la stagione turistica invernale” e ha affermato che la maggior parte delle regioni condivide un approccio che “porta a limiti più piccoli per coloro che aderiscono alla campagna di vaccinazione”.

Roberto Ociudo, governatore della Regione Calabria Sud, ha dichiarato: “Abbiamo un vantaggio sul virus in questo momento, e non possiamo sprecare quanto fatto finora. Nuove misure non saranno una punizione contro No Vox.

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Il leader regionale siciliano Nello Musumasi, intanto, chiede la vaccinazione obbligatoria, che è una necessità e non più un’opzione. Quanti morti in più si hanno per credere che non ci sia alternativa al vaccino, e quanti?”.

Prima della riunione del gabinetto di giovedì, le regioni hanno chiesto un’ulteriore riunione per discutere i contenuti del nuovo mandato.

“Sono ore molto delicate, in cui stiamo valutando più scelte per il bene del Paese durante questa guerra più aperta contro il virus – ha detto lunedì Sporanza – nei prossimi giorni tenere sotto controllo la curva delle priorità ed evitare il focolaio”. vediamo in molti paesi europei.”

Il ministro della Salute ha sottolineato l’importanza di “cercare di essere uno di questi sforzi essenziali e fondamentali che vediamo coinvolti nella campagna di vaccinazione”, e oltre l’87 per cento degli italiani di età superiore ai 12 anni ha ricevuto il primo vaccino.

Foto: Infermiera del Centro Vaccini Governativo di Napoli. Credito: Pasquale Senatore / Shutterstock.com.